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Paragrafo 12 . Crisi economica e gravi questioni sociali.

[Grafici  non  riportati: 1) Rapporto tra spesa  corrente  e  prodotto
interno lordo; 2) Rapporto tra spesa pubblica per interessi e prodotto
interno  lordo. Per quanto riguarda le spese correnti (destinate  alla
erogazione  di  servizi pubblici, come istruzione, sanit,  giustizia,
difesa  e  altro)  l'Italia non si discosta molto  dagli  altri  paesi
industrializzati.Gli oneri passivi invece, derivanti  dagli  interessi
che  lo stato deve pagare ai possessori di titoli pubblici, sono assai
supeiori; questa raarrpesenta una delle principali cause del  dissesto
delle finanze pubbliche italiane].

Terminata  la  favorevole  congiuntura interna  e  internazionale,  la
situazione economica sub un netto peggioramento. Il deficit dei conti
dello stato, originato

p 310 .

soprattutto   dalla  crescita  incontrollata  della  spesa   pubblica,
dall'evasione fiscale e dall'inflazione, continu a crescere, passando
dai  125.445  miliardi  del  1988  ai  156.103  del  1991.  I  governi
intervennero con inasprimenti fiscali, aumenti di tariffe e  tagli  di
spesa,  che suscitarono contrasti e polemiche all'interno della stessa
maggioranza.
La   conflittualit  tra  le  parti  sociali  raggiunse   momenti   di
particolare  tensione in occasione di alcune vertenze di  categoria  e
ancora  una volta per la questione del costo del lavoro.  La necessit
di  un sollecito risanamento dei conti dello stato si fece ancora  pi
pressante dopo la sottoscrizione, nel febbraio del 1992, del  trattato
di  Maastricht per la realizzazione dell'unione economica e  monetaria
europea,  che  obbligava l'Italia a ridurre in  tempi  rapidi  sia  il
disavanzo pubblico che l'inflazione cos da rientrare entro  i  limiti
previsti per l'ingresso nell'unione.
Nel  frattempo  i governi furono chiamati a risolvere vecchi  e  nuovi
problemi,  che stavano diventando delle vere e proprie emergenze.  Uno
di  questi era rappresentato dall'immigrazione. Il progressivo aumento
del  dislivello  tra  i  paesi poveri e quelli  ricchi  aveva  infatti
determinato un notevole incremento del flusso migratorio dai primi  ai
secondi.  In Italia il numero dei cittadini extracomunitari,  a  causa
anche dell'immigrazione clandestina, era cresciuto rapidamente durante
gli  anni Ottanta. Le istituzioni, le forze politiche e sociali  e  la
stessa  popolazione furono colte impreparate dalle proporzioni assunte
dal fenomeno; la conseguente difficolt ad affrontare organicamente la
questione  fin  per dare rilievo soprattutto ai problemi  dell'ordine
pubblico e dell'assistenza.
Altro  pressante  problema sociale era quello delle tossicodipendenze,
aggravatosi  nel  corso  degli  anni in seguito  all'aumento  sia  del
consumo  di  droghe sia del traffico, diventato una  delle  principali
attivit della criminalit organizzata. La convinzione della necessit
non solo di misure repressive ma anche e soprattutto di interventi per
la  prevenzione ed il recupero ha consentito di affrontare in modo pi
adeguato  il problema, che per resta ancora assai grave.  A  renderlo
tale  contribuisce la diffusione dell'AIDS (Acquired Immune Deficiency
Syndrome,  sindrome  da  immunodeficienza  acquisita),  visto  che  la
maggioranza  dei  soggetti  colpiti  dalla  terribile  malattia   sono
tossicodipendenti.
La  convivenza  civile e le istituzioni democratiche  continuarono  ad
essere  esposte  alla  minaccia  della mafia,  che  accumulava  enormi
quantit  di denaro con attivit criminali e traffici vari, eliminando
con inquietante facilit chiunque tentasse di opporsi (gli omicidi  di
mafia  passarono dai 226 del 1988 ai 718 del 1991). In  ci  essa  era
favorita   dalla   sostanziale   debolezza   dello   stato;   l'azione
investigativa  infatti  era spesso inefficace,  a  causa  anche  della
mancanza di mezzi, di uomini e di strumenti legislativi, mentre quella
giudiziaria  era  indebolita  dalle  ricorrenti  e  spesso   clamorose
sentenze favorevoli ai mafiosi.
A  partire dal 1991 la lotta contro la criminalit mafiosa cominci  a
dare  segni  di  maggiore  incisivit: vennero adottati  provvedimenti
legislativi  pi efficaci, anche se la loro applicazione  fu  lenta  e
parziale,   e   l'azione  giudiziaria  risult  meno  contraddittoria.
Determinante  fu  la  crescente mobilitazione dell'opinione  pubblica;
contemporaneamente  comparvero  alcune significative  incrinature  nel
rapporto tra politica e mafia. Quest'ultima per reag con una tragica
serie  di  omicidi  e di stragi, per punire, intimidire  ed  eliminare
coloro  che  non  apparivano pi in grado di  mantenere  con  essa  un
rapporto  di  reciproco  sostegno e  allo  stesso  tempo  per  frenare
l'azione dello stato.
